Stanchezza mentale

Quando, in autunno, raccoglierete l’uva dalle vigne per il torchio, dite in cuor vostro:

“Anch’io sono una vigna, e i miei frutti saranno raccolti per il torchio, e come vino nuovo sarò tenuto in botti eterne”. 

Kahil Gibran 

Nonostante la bellezza dei colori, il profumo dell’olio nuovo e delle castagne cotte al fuoco, l’autunno è una dei periodi più difficili per il nostro equilibrio psicofisico. In particolare, in questo momento come in ogni cambio di stagione, può succedere spesso di scoprirsi vittime della propria stanchezza mentale, distrazione, mancanza di concentrazione

Oltretutto, questo accade in un momento in cui la vita quotidiana, sociale, richiede tutta la nostra presenza e efficienza sia a lavoro, con tutte le difficoltà legate al particolare periodo storico, sia nella vita privata. È facile perdere la poesia della vita, non apprezzare le stagioni che cambiano le sfumature dei paesaggi, se ci sentiamo persi in piccoli sintomi capaci però di provocare grandi disagi. La verità è che il corpo (e la mente) ci manda dei segnali.
Con il nervosismo, l’inquietudine, quel sentirsi “assenti”, deconcentrati…ci sta chiedendo di scendere dalla giostra. Ci sta chiedendo calma. Ci sta chiedendo silenzio.
Tutte cose però difficili da conciliare con il bisogno di dare il massimo a lavoro, di mantenere il morale abbastanza alto da resistere al meglio di fronte ai problemi, di gestire i figli con le loro richieste di attenzione, di rasserenare i rapporti quando il carico di tensione è alle stelle. 

“Come faccio a stare calmo? Come faccio a “fermarmi”?”

Un antico detto recita così: “Il momento migliore per fermarsi è quando non hai tempo per farlo”.

É un paradosso, ma è proprio vero. Quando le nostre giornate diventano pesanti a causa di abbassamento dell’umore e/o stanchezza mentale, significa che è arrivato il momento di prenderci cura di noi stessi, cambiare in qualche modo il ritmo e la direzione dei nostri abituali comportamenti. 

Cosa ci accade realmente quando avvertiamo certi fastidiosi sintomi come la stanchezza mentale? Sono preoccupanti?  

Il nostro sistema nervoso vive quotidianamente un carico straordinario, pur essendosi sviluppato in circostanze ben diverse dalla nostra modernità : pensiamo ai nostri antenati, uomini delle caverne, che passavano per lo più il tempo a vagare per il territorio, magari in cerca di cibo; di fronte a un pericolo, come per esempio un animale da cui doversi difendere, il sistema nervoso simpatico, meccanismo eccezionale, faceva sì che si attivassero tutta una serie di reazioni fisiologiche (battito cardiaco accelerato, respirazione superficiale) utili a fronteggiare il particolare episodio.

Fino a quando, cessato il pericolo, poteva prendere la scena il parasimpatico, così da ripristinare la normale biologia.

Un meccanismo di attivazione-inibizione perfetto, se mantenuto in equilibrio. Oggi, nel nostro mondo moderno, non abbiamo più leoni da cui dover scappare, ma viviamo situazioni altrettanto ingombranti nella nostra testa : continui stimoli sensoriali da dover gestire contemporaneamente, preoccupazioni, mille pensieri che sembrano non darci mai pace. Quindi il nostro sistema nervoso vive costantemente nell’attivazione, senza la possibilità di godere di una adeguata inibizione.

Tante, troppe ore di tensione tutti i santi giorni, portano prima o poi inevitabilmente a disturbi, più o meno pesanti da sopportare.

Alzarsi la mattina, correre a lavoro, occuparsi della famiglia, adempiere ai tanti impegni.. a volte anche il tempo libero, che dovrebbe rilassarci, diventa fonte di stress: questa situazione, ripetuta nei mesi e negli anni, se non “alleggerita” in qualche modo, rischia di far più danni della grandine.

La bella notizia è che possiamo fare molto per noi stessi. 

Un bel giorno ci accorgiamo di non riuscire più a mantenere l’attenzione su una lettura per più di mezza pagina… ci ritroviamo a rileggere più volte le stesse righe; oppure ci sentiamo continuamente stanchi, scarichi; la fatica di fare le cose si affaccia spesso; oppure ci sentiamo tristi un pò troppo spesso, magari senza un motivo importante; oppure, ci dimentichiamo tutto.. la distrazione diventa una costante. Tutti questi episodi sono campanelli d’allarme, che non ci devono allarmare, ma semplicemente responsabilizzare.

Il carico di stress a cui la vita ci sottopone è grande, ma il fattore determinante è come noi lo gestiamo. E non sto parlando solo del modo in cui organizziamo la nostra agenda di impegni quotidiana, ma mi riferisco soprattutto a come ci rapportiamo al nostro mondo interiore. 

  • Qual è l’emozione che prevale nelle nostre giornate?
  • Come mi approccio alle piccole grandi sfide che mi si presentano?
  • Cosa penso di me? Mi ritengo in grado di fare le cose? O mi sorprendo a scoraggiarmi?
  • Quali sono i valori e le convinzioni che guidano i miei comportamenti?
  • Mi concedo del tempo dove calma e silenzio la facciano da padroni?
  • Mi “nutro” di bellezza, occupandomi delle mie passioni e sviluppando i miei talenti?

Questi sono solo alcuni dei tanti spunti di riflessione che possono aiutarci a prendere in mano le redini delle nostre giornate e renderle un pò meno pesanti.

“E questo cosa c’entra con la mia mancanza di concentrazione?

Come possono queste cose alleggerire la stanchezza mentale?” 

Scoprire e approfondire quelle nuove consapevolezze ci aiuta a ritrovare quel tanto importante equilibro all’interno del nostro sistema nervoso. Aiuta il nostro mondo interiore, e quindi la fisiologia del nostro cervello, ad acquisire ritmi più funzionali al suo buon funzionamento. Favorisce la nascita di quella “mente alcalina” già citata e raccontata dal Dott.Grieco nel suo libro “Vivere alcalini, vivere felici”, fonte di un benessere che abbracci lucidità, energia vitale e armonia interiore. 

Quando riusciamo a gestire meglio il nostro mondo interiore, si allontana il pericolo di sentirci mentalmente “deboli” o fuori controllo. Diventiamo più capaci di gestire anche tutto ciò che ci accade, e torniamo a vivere quella leggerezza che ci aiuta ad uscire da quella nebbia mentale in cui a volte sembra essere avvolti. 

Un grande aiuto in questo senso lo troviamo nella pratica della meditazione. 

Meditare regolarmente abbassa il tasso di ormoni dello stress. 

“La diminuzione degli ormoni dello stress (adrenalina, noradrenalina, cortisolo, ecc.) fa regredire quella generale risposta in attivazione dell’organismo che lo prepara ad affrontare stimoli esterni: il tono neurovegetativo passa dalla prevalenza dell’ortosimpatico al parasimpatico; i muscoli cominciano a rilassarsi; il cuore normalizza la sua frequenza di pulsazione e la forza con cui spinge il sangue…(….)…. in altre parole tutto l’organismo va verso uno stato di quiete, quella quiete che dovrebbe essere la norma. É il rilassamento lo stato naturale dell’uomo”

Tratto dal libro (Vivere alcalini, vivere felici) del Dott. Andrea Grieco 

É nel rilassamento che funzioniamo al meglio, quando cioè la matrice extracellulare (MEC) possiede un pH essenzialmente alcalino

Uno stato di acidosi concorre a tutti quei disturbi dell’attenzione e mentali che abbiamo già citato. Cosa provoca acidosi? Stress, alimentazione scorretta, mancanza di un sonno ristoratore: sono solo alcuni dei fattori deleteri per la salute del nostro organismo.

“La meditazione è uno degli strumenti di evoluzione personale più efficaci, che può portare da una mente acida a una mente alcalina. Cosa intendo per mente acida? Chiamo mente acida l’insieme delle caratteristiche psico-emozionali che sono attribuibili ad una mente che si accompagni a pH acido della MEC. Se una persona è acida nei suoi tessuti, ciò verrà percepito dal sistema limbico, che è il nostro cervello arcaico, come presenza di una minaccia. Ciò creerà una mente in perenne agitazione, in apprensione, in allarme…(..)…. Una mente acida ha incapacità a concentrare la propria attenzione su un oggetto o situazione.” 



Tratto dal libro (Vivere alcalini, vivere felici) del Dott. Andrea Grieco 

Questo dimostra quello che da tempo tutto il mondo scientifico è concorde di affermare:

lo stato corporeo condiziona inevitabilmente e assolutamente lo stato mentale.

Il modo in cui ci alimentiamo e il modo in cui trattiamo il nostro corpo determina in parte il modo di funzionare della nostra mente, che quindi può essere predisposta o meno ad esserci amica. È molto più facile avere una certa disciplina nel rapportarci con i propri pensieri, non farsi travolgere da essi e non lasciarsi trascinare in vari malesseri se, oltre che avere il giusto pH della MEC, il nostro indice glicemico si mantiene entro certi limiti e lontano da continui picchi. (per approfondire, “La nutrizione dal 2020 in poi” Autore Dott. Andrea Grieco).  

La nutrizione dal 2020 in poi

Ecco quindi che appare chiaro quanto è in nostro potere per saper affrontare al meglio quei segnali di allarme che possiamo cogliere. All’arrivo di momenti faticosi dovuti a nervosismo, irrequietezza, stanchezza mentale, distrazione, possiamo fermarci e chiederci:

  • Cosa sta accadendo alla mia vita?
  • Come vivo le mie giornate?
  • Come nutro la mia mente e il mio corpo?
  • Cosa faccio o posso fare di più per mantenere il giusto pH della matrice extracellulare?” 

Da soli, o con l’aiuto di un esperto che si occupi di benessere e/o life coach, abbiamo l’opportunità di percorrere un affascinante viaggio alla scoperta di noi stessi e dei modi capaci di migliorare la qualità della nostra vita e la stanchezza mentale.

È così che diamo significato a quei sintomi che inizialmente abbiamo visto come “nemici”, ma che poi in realtà ci insegnano a prenderci cura di noi stessi nel modo in cui ne abbiamo bisogno. Infatti, se impariamo a mangiare e a pensare bene, se ci concediamo spazi e tempi opportuni, se ci trattiamo come il nostro migliore amico e ci diamo il valore che meritiamo, scopriamo che tutti i pezzetti del puzzle tornano a posto, e quella fatica di vivere data da piccoli grandi disturbi si trasforma in pienezza e crescita personale. 

Scritto da: Manuela Grieco

Naturopata, Life coach, insegnante di meditazione

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