La simbologia del mese di Novembre

Novembre non è soltanto il mese del brutto tempo, delle nebbie e delle piogge.

È vero, le giornate sono più corte, il buio arriva prima e questo sembra portare con sé una certa dose di malinconia. È vero anche che, insieme alla luce, al giorno, all’estroversione, è vitale anche la fase del buio, della notte, della riflessione interiore. E il mese di novembre offre anche questo. Il simbolo di questo mese sembra essere il seme che si trova nel buio della terra per preparare il prossimo ciclo di fioritura.

 

La natura con ottobre ha esaurito il suo ciclo vitale: gli alberi si stanno spogliando e, così facendo, si preparano a una nuova rinascita.

Anche il nostro corpo e la nostra psiche, per sentirsi veramente bene, dovrebbero essere sintonizzati su questi cicli naturali, e approfittare di novembre per rivolgersi alla nostra parte più intima, affrontando magari anche quelle note di tristezza che possono accompagnare certe giornate particolarmente grigie e piovose, per poter invitare poi le forze del rinnovamento che ciclicamente si faranno sentire più forti. La malinconia autunnale giunge per lasciar andare vecchie parti di noi che stanno morendo, per partorire nuovi modi di essere.

 

Per i Celti a novembre nasceva il nuovo anno. Festeggiavano il loro capodanno, Samain, nel primo giorno di novembre, dopo aver festeggiato la notte del 31 ottobre la fine del raccolto, il passaggio tra morte e rinascita.

 

E allora nel mese di novembre scegliamo di rivolgersi a noi stessi con cura particolare durante questo mese, coccoliamoci, offriamoci un piccolo gesto che può farci bene e lasciamo che questo sia come un piccolo seme che nel tempo darà vita a un albero ricco di frutti dolcissimi.

Questo seme può essere una nuova abitudine, magari una decisione giusta per noi, un qualcosa che abbiamo rimandato fin troppo.

Piantiamolo adesso. Prendiamocene cura. E presto sboccerà.

 

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