I primi a patire le conseguenze di uno stato infiammatorio cronico silente di basso grado sono i bambini ed a seguire gli adolescenti.
Lo stile di vita abituale dei bambini e degli adolescenti è, come quello degli adulti, ideale per ammalarsi. I bambini trovano come guide, in questo inconsapevole cammino verso le malattie, proprio i genitori.
La prima fonte di infiammazione cronica è la nutrizione; la seconda è lo stress eccessivo. In entrambi i genitori hanno un ruolo di primo piano.
Nutrire i bambini con cereali da colazione, yogurt alla frutta, biscotti, merendine, patatine, fruttini, mousse di frutta zuccherata, succhi di frutta, pizzette, crackers, cioccolata spalmabile, bevande zuccherate ( tè, aranciate ecc..), con pochi o niente verdure/ortaggi, con amidi in tutti i pasti, equivale a metterli in condizione di diventare obesi, di sviluppare diabete, di entrare in qualche malattia grave dove iperglicemia cronica/iperinsulinemia cronica sono alla base.
Anche nei bambini non ci dovrebbe essere la pancetta! Anche nei bambini il grasso viscerale è foriero di malattie. I bambini nel mondo occidentale sono sempre più in sovrappeso.
Un bambino in sovrappeso, un giovane in sovrappeso, con la pancetta, sono già dei malati che aspettano la prima diagnosi conclamata, spesso la prima di una possibile lunga serie.
Un bambino non può decidere per sé; un bambino si affida ai suoi genitori. Spetta a loro, o chi per loro se ne prenda cura, offrire il meglio ai propri figli e non lasciarli preda di voglie o addirittura dipendenze dannose.
Certo, è un compito difficile; è difficile instradare un adulto su un nuovo rapporto con il cibo, figuriamoci quanto lo è nel caso di un bambino.
Ma in tutti i modi va fatto, per il bene dei nostri figli.
Non è vero che un bambino è bello e in salute se è “cicciotto” o “paffutello”. Non è ne’ bello ne’ sano; se ha grasso viscerale è di fatto già malato.
La malattia non inizia con la diagnosi: quando la diagnostichiamo è già entrata nella sua fase terminale. Questo è bene ricordarlo sempre.
C’è poi lo stress ed il suo eccesso, detto distress. La cultura del “fare, fare, fare” porta i bambini ad avere delle agende zeppe di impegni di tutti i tipi.
Fermiamoli un po’ e fermiamoci noi insieme a loro. Riscopriamo la bellezza del tempo condiviso, vera linfa vitale delle relazioni intime e profonde.”