L’aggettivo “slow”, che in inglese vuol dire “lento”, è stato usato negli ultimi anni in abbinamento a molti sostantivi: life (vita), food (cibo), parenting (educazione dei figli), city (città), economy (economia), management (gestione aziendale), money (denaro), tourism (turismo).
Per l’impatto che i pensieri hanno sulla nostra vita emozionale e sentimentale, nonché sulle nostre decisioni e comportamenti, è opportuno enfatizzare il ruolo che ha un pensiero rallentato (slow thinking), cha si accompagna ad un abbassamento del tono del Sistema Nervoso Simpatico, necessario in un percorso di benessere.
Abbiamo vite accelerate, esasperate dal “fare” continuo.
Nella iperattività mentale e fisica, il senso di ansia diventa compagno inseparabile.
Rallentare il pensiero è il passo irrinunciabile per cambiare il senso delle cose e la direzione verso cui stiamo portando le nostre vite, compresa la nostra salute e la qualità del vivere quotidiano.
Purtroppo, spesso, siamo qui con il corpo, ma la mente è altrove.
E’ come se fossimo sempre fuori casa, dimentichi del fatto che l’intimità con se stessi è una linfa vitale per non sentirci in esilio, naufraghi senza speranza.
Dobbiamo tornare a sentirci un po’ “entronauti”, esploratori di noi stessi, pellegrini dell’anima, per ri-scoprire come il sentirsi bene, “dentro e fuori”, sia la base per una vita vissuta meglio e a lungo.
Un esercizio per rallentare il pensiero è il seguente:
Prima di tutto, impostare una sveglia sul telefono in modo da riuscire per almeno cinque, dieci minuti, a non essere disturbati.
Da seduti, tenere le mani rilasciate lungo le cosce, e sentire i contatti del corpo sulla sedia.
Osservare i pensieri. Osservare il respiro. Respirare con dolcezza, senza forzare il respiro, osservandone il fluire, meglio se a occhi chiusi.
Osservare, senza far niente, pensieri e sensazioni, enfatizzando leggermente la fase espiratoria, quella del “lascia andare”.
Osservare come, probabilmente, il ritmo del respiro spontaneamente tenda a rallentare.
Rimanere così fino al suono della sveglia dopo il quale, lentamente e consapevolmente, notiamo come stiamo e qualche eventuale cambiamento nel clima interiore.
Esercizi come questo, nella loro semplicità, possono diventare davvero momenti in cui rigenerare se stessi, nella mente e nel corpo.
E’ ormai noto come una delle pratiche principali per diminuire infiammazione conseguenze dello stress sia la meditazione, con tutte le conseguenza benefiche nel contrastare il processo di invecchiamento.