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“Il Tao della fisica” di Fritjof Capra

Per la rubrica “1 libro al mese”, oggi parliamo de “Il Tao della fisica” di Fritjof Capra.
“Tutto è Uno”, “siamo tutti connessi”: sono espressioni che sentiamo spesso, in tema di filosofie orientali… e spesso ci attraversano distrattamente, relegandole a un mondo spirituale lontano da spiegazioni accessibili e razionali.
E’ affascinante scoprire quanto in realtà siano frasi che raccontano verità ben più concrete e scientifiche, come ci racconta il fisico Fritjof Capra nel suo meraviglioso libro “Il Tao della fisica”. Lo scopo di questo libro è di esplorare il rapporto tra i concetti della fisica moderna e le idee fondamentali delle tradizioni filosofiche e religiose dell’Estremo Oriente.
Vedremo come le due teorie fondamentali della fisica del ventesimo secolo – la meccanica quantistica e la teoria della relatività – ci obblighino entrambe a considerare il mondo in un modo molto simile a quello degli Indù, dei Buddisti e dei Taoisti”.
Si spiega in maniera semplice e profonda come la concezione del mondo della fisica moderna sia simile a quella di tutte le più antiche tradizioni mistiche. Del resto, la stessa etimologia della parola “fisica”, che deriva da una parola greca che significava “lo sforzo di scoprire la natura essenziale di tutte le cose”, indica la vicinanza con la ricerca mistica. Capra costruisce con le sue parole un ponte tra pensiero Occidentale e pensiero Orientale, utile ad arricchire di significato la nostra comprensione del mondo.
Come si struttura il libro?
Si inizia parlando della difficoltà di entrambi i mondi di essere espressi con un linguaggio logico, essendo sia il misticismo orientale sia la fisica occidentale costellati di paradossi e contraddizioni.
Si prosegue con:
- un’attenta spiegazione dei principi fondamentali della fisica moderna, in primis quelli nati con Einstein riguardo alla teoria della relatività, poi della meccanica quantistica
- e un’approfondita presentazione delle maggiori scuole filosofiche orientali Per poi arrivare alla parte dove si esaminano le corrispondenze tra entrambi questi pensieri.
Un bellissimo viaggio, irrinunciabile per chi, pur vivendo immerso nella cultura occidentale, sente forte il richiamo della bellezza del mondo orientale; per scoprire che le meraviglie e i misteri delle grandi verità si intrecciano diventando tutt’uno con materia e spirito.
La separazione Cartesiana alla base della visione meccanicistica Occidentale.
Siamo infatti figli della filosofia di Cartesio, alla base della fisica classica, basata sulla distinzione mente (res cogitans)- materia (res extensa) e che ha portato l’uomo occidentale “a identificarsi con la propria mente invece che con l’intero organismo”, creando una separazione vissuta anche nel mondo interiore e un metodo di indagine delle cose analitico e frammentato.
La concezione organistica Orientale.
L’Oriente vive da sempre in un clima religioso e culturale che concepisce tutte le cose e gli eventi interconnessi; l’esperienza più alta è identificata nella cosiddetta “illuminazione”, la consapevolezza di questa connessione.
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