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Inverno freddo

Sono molte le persone che, per lavoro o altre necessità, nei mesi invernali si trovano a dover passare molte ore al giorno all’aperto.

Per certi aspetti può essere una fortuna, non dover stare chiusi in un ufficio con la luce artificiale.

E’ anche vero che il freddo e l’umidità mettono il fisico e la mente a dura prova.

Occorre assolutamente trovare il tempo e la voglia di aver cura di certi segnali che possono rappresentare la voce di un organismo sotto stress: dolori diffusi, stanchezza, frequenti malanni, mal di testa, facile irritabilità, irrequietezza.

La vita moderna è già di per sé molto stressante: il nostro sistema nervoso, meraviglioso meccanismo, si è evoluto per garantirci la sopravvivenza in un ambiente molto diverso dal nostro, dove gli stimoli neuro sensoriali a cui era sottoposto erano molto inferiori e diversi rispetto a quelli a cui siamo sottoposti oggi che viviamo a un ritmo elevato, spesso sotto pressione psicologica, inondati da stimoli visivi e uditivi (luci di smartphone e vari dispositivi digitali, suoni e rumori vari).

“Inoltre il carico di tossine che entrano nel nostro corpo attraverso la respirazione, l’acqua ed i cibi che ingeriamo, ha assunto dimensioni insostenibili: i “gridi di aiuto” dei nostri sistemi biologici deputati al mantenimento della salute, stanno inviando segnali precisi di incapacità a far fronte alle mutate condizioni di vita. L’aumento di incidenza di infiammazioni croniche, malattie degenerative, dismetaboliche e tumorali, non vogliono solo essere trattate, ma in primis avrebbero bisogno di essere capite, interpretate, utilizzate per attuare serie scelte preventive e di aiuto vero, cioè mirato al ritorno della salute.
Posture tenute a lungo, movimenti ripetuti a lungo, esposizioni a correnti d’aria che sollecitano i recettori termici della cute, bruschi passaggi da caldo a freddo e viceversa, l’avere la mente occupata da pensieri per giornate intere: sono tutte attività dove un carico esagerato di lavoro neurosensoriale opprime il nostro Sistema Nervoso”

Dott. Andrea Grieco

Come conseguenza si avranno ripercussioni negative su ossa, muscoli e organi che rappresenteranno piccoli grandi disturbi a livello fisico ed emotivo.

Cosa si può fare per allentare le tensioni che derivano da una lunga esposizione a sforzi e temperature invernali?

Possiamo occuparci di ritrovare e mantenere il giusto pH della matrice extracellulare (MEC) e di aver cura del Sistema Immunitario in modo da assicurarci la giusta resistenza fisica.

Mentre è piuttosto noto come e quanto il Sistema Immunitario ci possa sostenere nelle situazioni più estreme, il ruolo del pH della MEC non è ancora un argomento così conosciuto ma è giusto chiarirlo.

“Il nostro organismo funziona al meglio se il pH è tendenzialmente alcalino (o basico); da questa lieve alcalinità dipendono il corretto funzionamento biochimico e metabolico delle cellule, gli scambi fra cellule ed ambiente extracellulare, il trofismo ed il funzionamento dei nervi periferici, e di conseguenza il buon funzionamento di tutto l’organismo.
L’alcalinizzazione è un processo benefico di trasformazione biochimica dell’organismo, il risultato di uno stile di vita che potremmo definire “alcalinizzante” che ha come obiettivo il ritorno ad una salute vera.
Che la costanza del pH sia di fondamentale importanza per il mantenimento della vita, ce lo dice la gravità delle conseguenze che si hanno qualora esso superi determinati valori. Questo, se è vero per le malattie acute, lo è anche per le malattie croniche.
L’organismo funziona meglio se il pH dei vari tessuti, e della matrice extracellulare, si colloca su una leggera alcalinità, poco sopra 7, fra 7 e 7,4.
Di fronte ad un individuo che presenti un accentuato pallore, una cute con aspetto disidratato, un pò invecchiato, un occhio un po’ spento con la sclera poco luminosa, che lamenti stanchezza, ansia, abbassamento dell’umore, dolori muscolari, nevralgie, tendiniti recidivanti, dolori muscolari, facilità a contrarre malattie infettive, cattiva digestione, stitichezza, si può pensare a tante cause, ma è bene pensare anche alla presenza di acidosi.
L’acidosi (o acidificazione) può essere considerata un’intossicazione dei tessuti, dovuta alla perdita della capacità di regolazione della matrice extracellulare, che altera i propri rapporti di scambio con le cellule.
Generalizzando, si può dire che tutte le malattie sono inizialmente malattie della regolazione della matrice extracellulare.”


“Vivere alcalini Vivere Felici” Dott. Andrea Grieco

Dunque, se vogliamo offrire al nostro organismo una buona base per essere efficiente e resistente, possiamo partire da qui.

Troviamo in commercio delle semplici striscioline di cartine tornasole con cui possiamo misurare il nostro pH della MEC comodamente a casa nostra attraverso la nostra urina.

Non ci sarà da meravigliarsi se vedremo un valore acido, dato che lo stile di vita imperante oggi prevede un’alimentazione sbagliata e/o disordinata, stress, inquinamento, cattivo riposo…tutti fattori acidificanti.

Una volta accertata la situazione di partenza, possiamo iniziare a correggere qualcosa nello stile di vita, o comunque incamminarci sulla strada giusta.

Che legame c’è tra alcalinizzazione e problemi all’apparato muscolo scheletrico?

“Tutte le forme infiammatorie tendinee, muscolari, articolari, dei nervi periferici si giovano della alcalinizzazione che, lo ricordo, corrisponde ad una de-acidificazione della matrice extracellulare e, quindi, alla modulazione della infiammazione…

Il tessuto connettivo svolge funzioni di sostegno, di trasporto di varie sostanze indispensabili alla vita delle cellule (ossigeno, micronutrienti, vitamine, sali minerali) e di tamponamento dell’acidità.

L’eccesso di acidi riduce la formazione del liquido sinoviale, generando rigidità articolare per perdita progressiva della elasticità articolare. Ecco spiegata la relazione tra acidosi e disturbi articolari da ridotta “lubrificazione” articolare.”

Quando la vita quotidiana ci impone , per lavoro, di fare sforzi fisici e/o movimenti ripetuti, mantenere un pH alcalino è fondamentale per offrire all’apparato scheletrico il giusto ambiente biochimico per rendere al meglio.

Oltre all’aspetto meccanico del buon funzionamento dell’organismo, c’è tutto l’affascinante e complesso mondo dei vari organi e funzioni che lavorano per garantirci di funzionare al meglio.

Spesso però succede che non offriamo il giusto carburante alla nostra “macchina” e che quindi con il tempo ci venga presentato il conto di acciacchi vari.

Nella gioventù, infatti, tutti i sistemi tampone deputati a combattere situazioni difficili sono ancora molto attivi e ci permettono di “tirare la corda” senza particolari danni collaterali.

Dopo i 35/40 anni, invece, non tutto il nostro organismo è così efficiente e vitale, e capita che le stesse abitudini che prima affrontavamo senza problemi, adesso creino delle difficoltà.

Ecco perché è cosi importante conoscere certi meccanismi e prendercene cura in prima persona, senza aspettare che certi disturbi passino col tempo, visto che difficilmente passano, più facilmente peggiorano.

Uno dei giusti carburanti per il corpo umano è assolutamente il pH alcalino.

Mangiare bene, idratarsi, garantirci un buon riposo: sono fattori decisivi.

Anche il benessere emotivo ha il suo ruolo da protagonista nel limitare i danni di una vita sottoposta a sforzi fisici, anche se non sembrerebbe.

Il fatto è che per mantenere l’efficenza del proprio Sistema Immunitario è necessario anche occuparci di come ci sentiamo.

Sì perché la tristezza, la rabbia, il nervosismo, l’ansia, le tensioni in generale ne ostacolano il buon funzionamento, e questo è sempre più provato scientificamente.

Se ci aspettiamo che i nostri meccanismi di difesa facciano un buon lavoro di fronte alle aggressioni meteorologiche tipiche dei momenti invernali, dobbiamo anche assicurarci che  il nostro clima interiore sia favorevole: riuscire ad affrontare le sfide della vita in maniera costruttiva, sentirsi bene e soddisfatti, avere un buon umore… sono lezioni da imparare per sostenere la nostra salute .

Gira un post sui social che recita così:

“Un minuto di rabbia indebolisce il Sistema Immunitario per 4-5 ore. Un minuto di risate rinforza il Sistema Immunitario per più di 24 ore”.

Oramai abbiamo innumerevoli prove scientifiche a sostegno delle tesi olistiche: corpo e mente sono strettamente interconnesse. Non c’è niente che accade nella mente che non abbia una ripercussione sul corpo e viceversa.

Sostenere il benessere fisico significa sostenere il benessere emotivo, e viceversa.

Sentirsi bene fa bene, è chiaro. E questo non vuol dire ignorare i problemi.

Piuttosto significa saperli affrontare; significa non trasformare un momento di dolore in una sofferenza cronica; significa agire da padroni della scena della nostra vita, senza subire quello che ci capita.

La salute va coltivata. E’ necessario informarsi e attivarsi consapevolmente per affrontare qualsiasi faccenda, ancor di più quelle che ci sottopongono a stress, che sia fisico e/o mentale.

Qualsiasi situazione, anche quella più disagevole per il fisico sottoposto a carico ancor più in inverno, può diventare una maestra di vita capace di insegnarci nuove abitudini, più funzionali.

“Cosa posso fare per affrontare al meglio questa cosa?”

“Posso mangiare meglio? Posso approfondire certi argomenti che sembrano riguardarmi?

Posso decidere di affrontare un certo rapporto che mi fa male? Posso imparare a farmi più del bene? Posso sostenere il mio organismo in modo migliore rispetto a quanto sto facendo?”

Ognuno di noi può farsi domande del genere e darsi una risposta sincera.

Questo è già un ottimo inizio per stare meglio, perché vivere in salute non vuol dire solo non avere malattie, ma vuol dire anche tante altre cose: svegliarsi la mattina carichi per affrontare una giornata piena, sentirsi in grado di affrontare le sfide che ci si presentano, riuscire a star bene per poter essere un dono per noi stessi e per chi ci sta accanto.

Scritto da: Manuela Grieco

Naturopata, Life coach, insegnante di meditazione

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