Cosa c’entra l’infiammazione con il Covid?
“L’infiammazione cronica sistemica è un fattore prognostico negativo in caso di Covid-19, cioè a maggior infiammazione corrisponde una maggiore gravità degli esiti della malattia”.
E non si parla “solamente” dei casi limite in cui si veda necessario un ricovero, ma si intente anche e soprattutto un decorso della malattia più o meno impattante e delle conseguenze più o meno incisive.
C’è chi si ammala di Covid e rimane asintomatico, chi soffre di lievi disturbi, chi invece fatica a riprendersi e, negativizzatosi, continua a essere invaso da tanti piccoli grandi disturbi, chi addirittura non si ammala proprio, pur essendo venuto a contatto con positivi.
Il problema principale non è il virus ma l’ospite.
Il Covid-19 è un virus che ha trovato milioni di persone con una fragilità biologica dovuta alla dilagante infiammazione cronica, fragilità che rende anche la guarigione completa più difficile.
Anche dopo la negativizzazione dal virus, infatti moltissime persone continuano a lamentare sintomi che perdurano del tempo.
Occorre scegliere stili di vita che possano ridurre il livello infiammatorio di fondo.
Occorre assumersi la piena responsabilità delle proprie scelte di vita, per poter avere un ruolo attivo nella creazione della propria salute.
In primis, l’attenzione dovrebbe andare verso quello che scegliamo di introdurre nel nostro organismo, che può essere la medicina o il veleno più potenti.
Sappiamo che il glucosio ha un ruolo fondamentale.
Gli zuccheri, semplici o complessi, quindi dolci ma anche pane, pasta, patate, riso, legumi, provocano un aumento della produzione di insulina tale da diventare nocivo.
Il consumo eccessivo di carboidrati nella nostra società ha portato un aumento dello stato infiammatorio cronico nelle persone e quindi un aumento di malattie ad esso collegate.
Mangiare meno sarebbe già un ottimo consiglio, visto che per quanto ci muoviamo spesso introduciamo una quantità di cibo troppo grande; e sopratutto occorre mangiare meno pasta, biscotti, schiacciata, panini, snack e cose varie cariche di glucosio, se vogliamo sfuggire a un meccanismo deleterio per la nostra salute, a breve e a lungo termine.
“La miglior strategia nutrizionale anti-virus è non far trovare al virus il sangue ed i tessuti “allagati” di glucosio” A. Grieco
Anche l’integrazione ci può supportare, se vogliamo essere più “pronti” ad un eventuale incontro con il virus o se vogliamo aiutarci a uscirne nel miglior modo possibile.
Vitamina D, Curcuma e Coenzima q10 sono i nostri alleati per renderci più forti, come antiossidanti e come supporto per il nostro Sistema Immunitario e per la migliore funzionalità di tutte le cellule dell’organismo.
Si dice che nel corso del tempo i virus Covid-19 diventerà una malattia endemica.
Una malattia infettiva si considera endemica quando “l’agente responsabile è stabilmente presente e circola nella popolazione, manifestandosi con un numero di casi più o meno elevato ma uniformemente distribuito nel tempo” ( come spiega l’ Istituto Superiore di Sanità sul portale Epicentro).
Si prospetta quindi più che mai necessario imparare ad affrontare una convivenza creando un terreno il più possibile sfavorevole alla vita di questo virus, e il più possibile vicino a uno stato di salute inteso non solo come assenza di sintomi, ma anche e soprattutto come un buon livello di vitalità psico emozionale: “sentirsi bene” come arma principale per vincere.